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Che tristezza i bambini neutri

31 Maggio 2011 alle 18:08

Ma tu sei un bambino o una bambina? Senza mezzini termini si chiedeva al vicino di banco all'asilo, quando non si riusciva a intuire dalla lunghezza dei capelli se era un potenziale amichetto o una potenziale amichetta. Che genitori privi di senso dell'umorismo questi qui del figlio neutro. Che sventurate creature quelle che un giorno domanderanno al proprio vicino: ma tu cosa ti senti di essere, un bambino o una bambina? Mi domando se queste persone applichino la neutralità anche a tutto il resto dell'educazione, insomma, se non esiste maschio o femmina, non esisterà sbagliato e giusto, buono e cattivo, nocivo e benefico. Essì, alla larga dagli esempi, alla larga dalle delusioni. Il risultato sarà una manica di ragazzini tristi, impegnati a capire tutto ed il suo contrario senza una guida, invece di fare quello che hanno fatto le generazioni precedenti divertendosi un mondo (ma anche soffrendo se necessario, ma non fa crescere anche questo?) prendere gli insegnamenti, la carta da parati rosa nella camera della bambina, le trecce obbligatorie, i soldatini, le affermazioni "è così e basta" di babbo e mamma e smontarle, contestarle, odiarle, ma anche amarle, riconoscerle e accettarle.

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