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Caro Berlusconi

31 Maggio 2011 alle 13:30

In un paese con un apparato statale unico al mondo per spropositata grandezza degno dei paesi del socialismo reale, che già non esistono più, ci aspettavamo da te la rivoluzione liberale che avevi promesso. Si trattava di colpire il parassitismo asfisiante degli apparati burocratici e aumentare il reddito degli autentici lavoratori, la produttività, la attività economica e la ricchezza del Paese. Sarebbe stato un grande segnale per tutte le reali forze positive del Paese. Non lo hai fatto. Ti sei fatto intimidire dalla casta ignorante, prepotente ed egoista dei magistrati e ti sei affidato a quel’imbelle e effemminato di Tremonti che ha preferito galleggiare sul oceanico debito pubblico mantenendo il Paese costantemente sull´orlo del baratro del collasso finanziario. Una politica vile che qualsiasi altro mediocre sarebbe stato capace di portare avanti. Tu che sei un anticomunista hai messo incoscientemente il Paese nell’impotenza di aspettarsi la rivoluzione liberale dalla sinistra extraparlamentare. Un autentico disastro. Con l’infimo livello culturale di tutta la politica italiana, il paese per poter rinascere molto probabilmente dovrà sperare di passare attraverso l’amaro insegnamento del collasso del debito pubblico. Ma siamo in Italia, la patria del fascismo e della mafia nel mondo, tristemente non si vedono altre soluzioni e il governo dispotico dei giudici é dietro l’angolo.

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