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Considerazioni sulla riforma del fisco

30 Maggio 2011 alle 14:30

Il Foglio è favorevole ad aumentare l’Iva, defiscalizzare il costo del lavoro e ridurre l’imposta sulle società, l’Ires. Quest’ultimo punto mi pare controverso: ci sono motivi per ritenere preferibile una riduzione delle imposte sui redditi personali, l’IRE. Economicamente, una riduzione delle imposte su questi redditi - come dimostrato dal Nobel per l’economia Prescott - rende più conveniente l’impegno lavorativo, sia autonomo che dipendente, e stimola l’aumento della produttività, il vero segreto della crescita tedesca. E’ invece dubbio che ridurre l’imposta sulle società possa modificare significativamente la convenienza relativa ad investire in Italia, perchè il combinato di domanda in espansione, basso costo del lavoro, tasse modeste e scarsa regolamentazione di alcuni paesi emergenti è di fatto imbattibile e perchè, per le imprese che delocalizzano, è già piuttosto semplice fare arbitraggio fiscale, cioè pagare le tasse dov’è più conveniente. Politicamente, poi, una riduzione dell’Ire - pagata da dipendenti, professionisti, autonomi e piccoli imprenditori - è più adatta ad arginare l’impopolarità di un aumento dell’Iva, con l’incremento dei prezzi che comporta. Meglio che Confindustria si accontenti della riduzione degli oneri fiscali sul lavoro, questa sì capace di incentivarne l’utilizzo nelle attività comunque non delocalizzabili.

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