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E alla prossima i Grandi Rischi preferiranno non correre nessun Rischio

27 Maggio 2011 alle 10:27

Ha certamente ragione Ricolfi quando ricorda che se si tratta di non aver dato preziose informazioni disponibili qualcuno in "Grandi Rischi" deve pagare. Il punto è però un altro. La scienza delle previsioni di eventi sismici va sostenuta, separando la ricerca dalla comunicazione del rischio: va protetta. E' inoltre uno di quei campi - come quello sul cambiamento climatico - su cui occorrono più informazioni, più ricerca, e soprattutto più fondi, che, come tutti i finanziamenti legati alla prevenzione del rischio sono a fondo perduto, sono un lusso che le società vogliono, e spesso non possono permettersi con facilità. Con l'aria che tira - con la magistratura impazzita, o, come, spesso sembra, annoiata della routine (il codice, la criminalità comune, la mafiosità strisciante, la giustizia a offrire ai poveri diavoli), e innamorata di ciò che è "trendy", notiziabile, sulla bocca di tutti - con questa brutta aria, dicevo, fare ricerca diventa molto più complicato e rischia di venire abbandonato per eccesso di rischio. Questa folle sentenza potrebbe vanificare la buona volontà degli scienziati italiani. Alla prossima occasione, c'è da scommetterci, nel momento in cui emergesse l'ombra di un dubbio che un evento del genere si verifichi, il senso comune di chi ha la responsabilità direbbe che è meglio uccidere tutto prima del tempo: qualsiasi processo diventerebbe troppo pericoloso, troppo oneroso sul piano personale e giuridico. E' ovvio che i Grandi Rischi eviteranno di imbarcarsi nel rischio di andare a studiare la prevedibilità di un terremoto.

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