cerca

Torino vs Milano

25 Maggio 2011 alle 20:00

Distanze siderali separano Torino da Milano. Popolazioni geneticamente differenti, diverse aperture mentali e sociali, opposte politiche di questi ultimi 20 anni, percezione delle due città caput Italiae (da parte degli altri italiani) da psicanalizzare, e tante altre le considarazioni che si possono fare e che distanziano Torino da Milano assai più di quanto non facciano quei 120 chilometri di autostrada. Eppure le elezioni amministrative di primavera le hanno in qualche modo accomunate in una situazione politica simile, sia pur con cause e modi ancora diversi. Diverso i candidati della sinistra. Pisapia, uomo che piace all'élite radical-chic milanese, dalla quale ha ottenuto di sicuro un numero di voti non indifferente, lui proveniente dalla buona borghesia meneghina e forse non insensibile a certi richiami salottieri, spostato apparentemente più a sinistra di Fassino, uomo dall'andi operaista, torinese ex-allievo dell'elitario "Istituto Sociale" ma così lontano dai "salotti" torinesi, più occultati di quelli milanesi e ovviamente più in linea con l'understatement torinese. Diverse le realtà di partenza. Milano con 20 anni di centrodestra incontrastato, Torino con una sinistra parimenti intoccabile nel governo cittadino. Milano con una classe borghese solida e fiera (autoctona e nobile ma a volte bauscia e volgarotta), Torino con una classe operaia solida e fiera e una classe borghese che ricalca i modi e i tempi dei suoi salotti. Se Pisapia ce la farà, sarà curioso vedere se la Milano "pigliatutto", ingorda, e furba sfruttatrice dei know-how e delle risorse torinesi, continuerà a comportarsi ancora come un'idrovora opportunista che inghiotte banche, aziende e persone.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi