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Le due bocche

25 Maggio 2011 alle 18:00

Le bocche della legge. Sembra che Piero Grasso abbia avuto tale soddisfazione e appagamento, personale e corporativo, nel pronunziare le frasi sull’impossibilità del dialogo con chi “offende”, da non essere cosciente dell’autogol che ha fatto quando ha creduto di chiarire: “Questa casomai è una riforma del rapporto tra magistratura e politica”. Con quelle parole ha rivelato, candidamente, che l’attuale rapporto esistente, nei modi e nei fatti, tra la magistratura e la politica rappresenta il “migliore dei mondi possibili”. Immodificabile. Certo, per la magistratura. Poi si cita la costituzione, sorvolando che la stessa è stata modificata nell’articolo in cui si prevedeva che la politica potesse tutelarsi da atti umani incongrui di zelanti funzionari. Le bocche del potere. Però, che esistenza noiosa e banale se non ti politicizzi!

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