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La famiglia di Don Sciortino nella disfida milanese non ha dubbi. E neppure noi

25 Maggio 2011 alle 20:15

L’idea di famiglia che ha in mente Pisapia è facilmente declinabile in nuclei di conviventi moralmente integerrimi, quindi equi e solidali, rispettosi dei diritti ma specialmente dei cd. “nuovi” diritti, non ostili pertanto ad ipotesi di convivenze tendenzialmente a termine, destrutturate, sessualmente indifferenti e perché no, fortificate da aneliti di sana religiosità laica. Selettiva e pianificatrice con i bimbi, misericordiosa (!) con gli anziani che troppo dovessero soffrire, la famiglia di Pisapia è luogo di tolleranza senza se e senza ma. Pilastro di modernità, declinazione politicamente correttissima di uno stile di matrimonio “sostenibile” (come lo sviluppo e l’energia), questa famiglia unisce tutti, dai frequentatori dei centri sociali agli scrivani di don Sciortino. I quali ultimi, infatti, nella disfida milanese non hanno dubbi. Che dubbio c’era?

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