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Parigi o cara!

24 Maggio 2011 alle 12:18

La rivoluzione francese ha fatto piazza pulita di una classe dirigente impudente e sfruttatrice e pur avendo illuminato il mondo sembra non aver modificato più di tanto il dna della nazione. L’aspirazione radical chic di un certo salotto autoreferenziale, che si sente predestinato dal fato a reggere le sorti del popolo dei cui destini non si sente tuttavia partecipe, ha ottenuto un conclamato riconoscimento e formalizzazione dalla sdegnata reazione degli intellettuali all’incidente di Strauss Kahn. Tale riflesso, rilevato anche in altre realtà europee, per fortuna dalle nostre parti viene espresso con un provincialismo da sprovveduti. Mi dispiace per la caduta del mio idolo di gioventù Bernard Henry-Levi ma è proprio vero che i francesi non possono fare a meno di una monarchia o di comunque si voglia chiamare una aristocrazia di potere! Per essi questa realtà è il migliore dei mondi possibili solo perché ci vivono loro. Altro che la provinciale italietta della sinistra salottiera!

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