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Il celibato ha ancora senso?

24 Maggio 2011 alle 21:30

Diciamo la verità, Don Seppia è solo l'aspetto più mostruoso di una realtà: la difficoltà di vivere la sessualità che nasce dalla violenta imposizione del celibato nei seminari, spesso su ragazzini del tutto inconsapevoli del significato dell'imposizione. Per secoli il problema di molti era mangiare e i religiosi erano avvantaggiati in questo rispetto al popolino. In più per i parroci c'erano le perpetue, delle specie di mogli: il problema sesso era secondario, le valvole di sfogo numerose. Oggi tutto è cambiato, gli oratori hanno una funzione importante, direi fondamentale in certe realtà. Ma richiedono personale preparato e serio, non certo episodi come quello di Sestri, o peggio, dubbi più consistenti sulla categoria. Il problema principale è che, paccia o meno, il celibato è roba per pochi e, per essere vissuto serenamente, necessita di grande allenamento e fermezza, non basta qualche preghierina. L'altra verità è che celibato ecclesiastico non c'entra nulla con la religione, non è nemmeno imposto dalla religione, è solo una scelta di comodo della Chiesa Cattolica. La domanda è: è ancora una scelta vantaggiosa per la Chiesa, ma soprattutto per la società?

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