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Sul caso Strauss-Kahn

20 Maggio 2011 alle 15:50

Ottimo l'articolo di Pace sulle molte cose che si possono fare quando un uomo finisce in carcere. Tra queste però derubricherei il "rallegrarsene", se è contro l'uomo: é qualcosa che sa di faida. La società non dovrebbe mai scendere al livello di esprimere giudizi etici di degnità o indegnità davanti ad una persona. Verso cui casomai, se colpevole, andrebbe provato un sentimento di umana pietà. La collettività, anche attraverso gli operatori di giustizia che dovrebbero essere al suo servizio, dovrebbe soltanto badare impersonalmente che vengano rispettate le regole stabilite, e l'opinione pubblica limitarsi a rallegrarsi per il buon funzionamento, quando e laddove accade, di un meccanismo in cui potrebbe incappare ciascuno dei suoi componenti. Dovrebbe rallegrarsi, insomma esclusivamente per il "trionfo della giustizia". Su questo si misura il tenore di civiltà di un popolo. Altrimenti siamo al tribalismo. O allo stato etico. Chissà perchè mi viene in mente l'animosità diffusa in Italia nei confronti di qualcun altro.

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