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Pansessualismo, Pan-sessualismo e Merlo

19 Maggio 2011 alle 18:34

Pansessualismo, la sessualità che origina e motiva l’intero comportamento dell’uomo, è concetto freudiano e alludere a Freud significa parlare di ciò che è nascosto e ancestrale. La particella greca “pan”, venuta a significare “tutto”, origina dall’antico dio greco Pan, mezzo uomo e mezza bestia, busto umano e zampe caprine, figlio di Ermes, dio della parola e del logos, e di Driope, ninfa, guarda un po’, della quercia. Un dio ambivalente, che ama uomini e donne, selvaggio e violento, legato visceralmente ai piaceri della carne, che vaga per i boschi suonando, danzando e inseguendo ninfe, ma anche capace di salvare dai titani gli dei dell’Olimpo. Il dio Pan, “tutto” perché era lo spirito di tutte le creature naturali, ricorda che l’uomo nasce dalla terra, può essere generoso, allegro e bonario ma è anche antico portatore di una sessualità primitiva e oscena. Ecco allora che si svela nel mito che il pansessualismo nasconde in sé, sin dalla notte dei tempi, il germe del Pan-sessualismo, l’orientamento, questa volta malato, della propria sessualità a quella di Pan. Un comportamento atavico, connaturato alle origini dell’uomo e senza rimando a castità e celibato, che precede la nascita della Chiesa e che non può quindi essere imputato a suoi presunti “insegnamenti “sessuo-maniaci” né rappresentare il “culmine, il punto di non ritorno della sessuo-teologia italiana”. Merlo, ma che stai a di’?

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