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La destra si moderi - Ne va del governo

18 Maggio 2011 alle 18:30

Per votare Pisapia anche il penultimo rimasuglio dei collettivi politici, che stava felicemente dimenticato nelle più nascoste aule universitarie meneghine, ha deciso di tirarsi su i 501 scesi quasi sotto la cima delle natiche, di mettersi una polo e di recarsi all'urna, entusiasta. Bisogna anche dire che invece l'ultimo non c'è andato, "gliel'avevano menata una cifra" i suoi amici, ma poi aveva deciso di non andare, "non ci credo". Al ballottaggio andrà. Dall'altra parte molti borghesi non si sono lasciati convincere a votare Moratti, ma davvero l'ipotesi che il sindaco eletto sia un vecchio amico di Marco Donat Cattin li convincerà. Al ballottaggio si potrebbe prevedere una mobilitazione generale da ambo le parti. Lo ha fatto notare Panebianco, la sinistra vince quando non si annacqua di moderatismo. La destra quando non si presenta sfilacciata, eppure andrebbe fatto notare che vince quando non si avvelena di odio, di antagonismo, quando non si mette sulla difensiva. La Santanché ad esempio non è adatta al ruolo di omunicatrice del centrodestra. Non si addice a ciò che il possibile elettore moderato vorrebbe sentirsi dire. Se ne deve andare. Per esempio, Bondi era troppo buono, ma avere sempre e comunque qualcuno con la testa sulle spalle che si limiti a rispondere pan per focaccia senza assaltare alla gola, insomma, uno in stile Lupi, è possibile?

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