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Elezioni: un utile test

17 Maggio 2011 alle 18:00

Sconfitta salutare perché dimostra che tutto non è concesso a nessuno. A Napoli Il Pd paga le vicende poco chiare sulle primarie. Il Pdl, con Berlusconi che occhieggia alla zona grigia dell’illegalità (il condono per le case abusive) in una città dove la fame di legalità è assoluta non vince al primo turno, dopo un quindicennio di pessima amministrazione, lasciando campo libero a De Magistris. A Milano, oltre alle note vicende in campagna elettorale, secondo me, hanno influito i supporter di Berlusconi a palazzo di giustizia, che sono la copia dei Grillini o dei Di Pietrini, con segno opposto. A destra la radicalizzazione non è consentita, anzi doveva essere diga alle piazzate della sinistra. La Lega fatica a mantenere i suoi voti e paga il pasticcio parlamentare sulla vicenda libica. “Ci stiamo però a tempo, decideremo con gli alleati”. Come se la lega contasse qualcosa in sede Nato. Un assurdità. Sullo sfondo la delusione di tanti per le troppe promesse del governo mai mantenute, anche quelle a costo zero e il comprensibile, ma inviso, ritorno alla prima repubblica attraverso la campagna acquisti per mantenere in piedi un esecutivo traballante dopo la defezione dei Finiani. C’è voglia di rottamazione a destra come a sinistra e in mancanza di questo i radicali di sinistra avanzano cavalcando il mal contento comune. Fassino e la sua splendida vittoria dimostra che la coesione e il riformismo vincono senza problemi. Peccato sia del Pd, tuttavia chapeau alla persona

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