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Il senso del tutto, la grandezza del nessuno

15 Maggio 2011 alle 08:00

Wislawa Szymborska così descrive il senso del tutto: “Una parola sfrontata e gonfia di boria. Andrebbe scritta tra virgolette. Fa finta di non tralasciare nulla, di concentrare, includere, contenere ed avere. Invece è soltanto un brandello di bufera”. Chissà se nella casa del Grande Fratello, quando i concorrenti nominati ringraziano “tutti gli italiani” di non averli votati, sanno separare questo concetto da quello di nessuno, visto che il sottoscritto - e tutti quanti la pensano come me - non hanno mai televotato per nessuno. Mmm, eccomi di nuovo in trappola: di nuovo tutti e nessuno. Due concetti identici e contrapposti, con il senso del tutto che ci porta nell’immenso... mentre il nessuno, in assoluto, spicca solo nella sua grandezza di zero. E allora? Allora, il nostro Presidente, sente e dice che "ha la fiducia di tutti gli italiani". E per questo fa ciò che può e che deve. Di tutti gli italiani, dice. Si, forse anche della mia. Forse. Ma io non ho mai telefonato al Quirinale per esprimermi. Perciò come fa a sapere che gode anche della mia fiducia? E se uno, uno sol qual sono, non ha fiducia in lui, la sua frase “tutti gli italiani” non diventa altezzosità? Certo, avrei meglio accettato: stragrande maggioranza, gran parte, corposa porzione, quasi interezza. Così nessuno (arieccolo) andava a fargli le pulci su quanti stanno con lui o contro. O quanti galleggiano. No, invece il Presidente ha detto “tutti”. OK, va bene così. Ma attenzione, se solo un brandello di cittadini non tifasse per il Presidente, allora tutti (arieccolo) saranno autorizzati ad usare l’espressione “nessuno ha fiducia il lui”, e quindi, in questo caso, tutti potranno affermare con assoluta certezza che in politica, il senso del tutto, più che un brandello, è davvero bufera.

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