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Il potere del linguaggio

14 Maggio 2011 alle 14:00

Ognuno ha le proprie opinioni e vanno rispettate,ovviamente. Ma c'è un particolare di non scarsa rilevanza cui ci si dovrebbe attenere sempre - lo dico "in buona fede e con animo onesto" ma non da "inconscia preda della manipolazione" - nell'esporle, al fine di renderle accettabili se non proprio condivisibili; si tratta di esulare dall'uso di parole offensive e sarcastiche, comunque pungenti, che danno a tutto il discorso un'impronta indelebile di disprezzo nei confronti di coloro a cui vanno indirizzate. Si pensa forse che in tal modo si sia più incisivi, in realtà si può suscitare, in chi ascolta o legge, sconcerto e anche disapprovazione. Le parole sono pietre,si è sentito dire più volte. Termini forti e irriverenti, ancorché riferiti ad una indefinita opinione pubblica,sono altamente dispregiativi, dato che con la generica espressione "opinione pubblica",onnicomprensiva,si sottintende comunque una moltitudine di individui liberi e pensanti - lo si creda o no - con una autonoma capacità di intendere, il più delle volte non condizionata da alcun potere media tico. Caso mai - si è mai riflettuto su questo? - molti di essi (non tutti, certo) si rispecchiano nelle vedute e nelle idee delle cosiddette,impropriamente a mio parere,"oligarchie" (di destra, di centro, di sinistra) e non ne vengono manovrate,anzi vi aderiscono spontaneamente e sono, questo sì, confermati nei loro convincimenti. Allora, semplicemente e senza forzature, è legittimo parlare di sovranità popolare esercitata da cittadini che si ritrovano naturalmente contrapposti in schieramenti di idee politiche diverse. Se la sovranità popolare fosse appannaggio di una minoranza, nella quale noi magari,con presunzione, ci collochiamo, allora sì ci sarebbe da preoccuparsi.

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