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Convergenze parallele

14 Maggio 2011 alle 19:00

La Libia, un paese tribale? Quando mai! Da noi c’è un “regime” che deve essere abbattuto con ogni mezzo. La questione è tribale, non politica. La tribù più importante, quella dei “Perennemente Delusi”, accusati di lavarsi poco, attacca ma è regolarmente sconfitta dalle truppe del rais di casa nostra. L’Unione Dei Casini, così nominati perché non decidono mai e fanno un poco di confusione, temporeggia alleandosi con i finiti, un gruppetto secessionista. I “fratelli azionisti” premono sul governo ombra di largo Fochetti per ripulire il paese dai costumi corrotti dell’occidente invocando la jihad. I legalisti del Mullah Di Pietro hanno una visione vicina ai fratelli azionisti ma cercano di accreditarsi come moderati sul modello Erdogan. Determinata e sanguinaria la tribù rossa, che ogni tanto si manifesta, e che attraverso il loro imam Asor Rosa invoca senza mezzi termini il golpe. Per non parlare di Milano. La guerra in corso per la conquista della città ha visto la riesumazione del furto d’auto, il moderno reato d’abigeato, somministrato con algida Letizia al rivoltoso locale. Il gran capo della loya jirga che siede sul colle, non sa più che pesci pigliare e invoca il cessate il fuoco. Ma cosa aspetta L’ONU ad intervenire? Siamo meno importanti della Libia?

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