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Apriocchi e mozzorecchi

13 Maggio 2011 alle 17:00

Marco Pedersini, nel bell’articolo “La doppia morale dei mozzorecchi”, riporta Clemente Mastella che dice:“Per gli altri valgono regole categoriche, e se uno supera quel confine viene messo alla berlina mediatica. Per se stessi, invece, trovano sempre attenuanti, scuse, alibi”. Lo fanno con disinvoltura, perché, continua Mastella, “si sentono moralmente superiori agli avversari e, se necessario, anche alla legge stessa”. Eh no, caro Mastella, non basterebbe la presunta, autoattribuita superiorità morale, senza l’appoggio mirato e la benevolenza amica del circo giudiziario mediatico che tiene bordone a tutto ciò che può servire per la crociata antiCav. Figuriamoci se potessero esserci dubbi sul micro spessore morale e professionale di un De Magistris col ditino alzato, ma gli edificatori delle icone di Fini, Ciancimino, Saviano, Olgettine, il corpo delle donne e simili, sono di bocca buona. L’essenziale è che l’icona sia congeniale e adeguata allo scopo primario. Si odono urla esagitate. Cosa pensate? No, no, siete fuori strada, maliziosi, anzi in malafede. Lo scopo primario è la difesa della Costituzione, delle Istituzioni e, della Democrazia. Se poi si fanno distinguo personali tra uno e un altro, cosa c…o volete? Il potere serve per distinguere, selezionare, preferire, giudicare e mandare, altrimenti, che potere sarebbe? E, aggiungo io, come farebbero a meritarsi appieno, l'appellativo di mozzorecchi?

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