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Riflessioni fuori tema dopo l'Aida

11 Maggio 2011 alle 19:30

Ieri sera sono stata al Maggio, Aida. E mi è successo che, non so se la magia della musica, la maestà dell'opera, mi son messa a riflettere tra me e me. Primo, quando ascolto Verdi sono irrimediabilmente orgogliosa di essere italiana. Secondo. Il melodramma porta con sè sempre una storia di eroismo e di dolore ed è sempre tutto eccessivo, enorme, come la musica che lo accompagna. Non si provano mai queste sensazioni, ho pensato, il nostro mondo è appiattito sul banale, le nostre mete tutte tese alla mediocrità e al breve termine. Mi sa che in Italia non si sogna più come sognava l'artista Verdi, e questo mi fa paura. Non parlo solo della politica, piena di persone che non mirano alto nemmeno per se stesse, giusto il posto al sole, che tristezza, parlo anche di noi, rassegnati al meno o al più o meno. Mondo complicato il nostro, più di sempre, ma perchè speriamo di salvarci e basta? Perchè non cominciamo a mirare alto come Radames, che voleva essere a capo dell'esercito del suo Egitto? E noi, nei nostri piccoli progetti quotidiani, perchè non cominciare ad ambire al meglio? E nelle pretese verso la politica, chiediamo un sogno, se poi si arriva un po' sotto, pazienza, ma chiediamo di mirare alto e sennò a casa, questo paese è pieno di Giuseppe Verdi, uscite fuori e cominciamo.

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