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Una diagnosi sbagliata

10 Maggio 2011 alle 17:30

Il Cavaliere ha torto. La magistratura non è un cancro. Niente affatto. Si tratta in verità di un'affezione riferita in letteratura (chissà dove) come "demopatia lurida". Consiste in una degenerazione dei tessuti sani della democrazia, che vengono progressivamente invasi da corpi estranei come ipocrisia, menzogna, accuse inventate, perquisizioni compulsive ecc. E’ spesso associata ad ipertrofia morale. Non colpisce solo le procure: si contano focolai anche a Roma, in via Cristoforo Colombo, e al Palasport di Milano. Eziologia: sconosciuta. Un fattore scatenante sembra essere l'impunita' della magistratura in soggetti con predisposizione faziosa. Sintomi: il magistrato lamenta vertigini e perdita dell'equilibrio, soprattutto di giudizio durante le udienze; rifiuta il cibo e l'esito delle ultime elezioni politiche; si crede Charles Bronson ne "Il giustiziere della notte". Sviluppa tuttavia la notevole capacità di riuscire a scrivere i verdetti con largo anticipo (di solito prima della formulazione delle accuse). Prognosi: infausta, non tanto per gli ammalati quanto per la gente sana costretta a sentirli ogni giorno. Complicanze: molto gravi per gli inquisiti e nessuna per gli inquirenti. (Che poi è il vero un guaio). Terapia: poco efficaci le indagini parlamentari; sarebbero di giovamento le ripetute applicazioni di calci nel nel sedere. Posologia: i calcioni vanno somministrati una volta al dì, o secondo il bisogno, senza indugio. Presto disponibili anche in farmacia (ma prima ci vuole una modifica costituzionale). Da usare cautela nella prima infanzia e nelle donne in stato di gravidanza.

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