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Abbiamo voluto la bicicletta

7 Maggio 2011 alle 20:00

Guidando un'automobile con l’aria condizionata ci si può convincere che accendere l’estate d’inverno o l’inverno d’estate premendo un pulsante non sia poi così entusiasmante. Perchè costringere il nostro corpo ad uno stato di perenne inadeguatezza con il clima?Invece la bici, scientifica,geografica e poetica, constata l’esistente e,come su un ponte sospeso,ci fa attraversare le quattro stagioni tra scrosci di pioggia, profumi primaverili, venti,temperature diverse. Ci fa desiderare semplicemente le cose che vediamo dal sellino, che sono tutte non vendibili, non censurabili, non inscatolabili. La bicicletta consente alla mente di riflettere, attività ormai soppressa nell’universo del lavoro quotidiano. Senza la bici per liberarli, certi pensieri potrebbero passare inosservati. La differenza tra la visione del mondo del ciclista e quella dell'automobilista è tra le più profonde che si possano immaginare. A livello di fondoschiena, per esempio. Osserviamo quello del ciclista: leggermente all'indietro, favorisce il decollo della colonna vertebrale. La postura è simile a quella delle statue antiche. E porta con sé una visione dinamica, una tensione in avanti che testimonia una grande fiducia in ciò che la vita ci riserva. Il posteriore dell'automobilista, incastrato tra lo schienale e il sedile, non può permettersi l'"arroganza" del ciclista, che spinge le sue natiche ai margini senza bordo del sellino. No, tutto rattrappito nella sua molle concavità, implica nel suo proprietario una posizione semifetale, che ne tradisce il ripiegamento su di sé. Aveva ragione Einstein: “La vita è come una bicicletta, bisogna avanzare per non perdere l’equilibrio”. Inizia il Giro d'Italia. L'8 maggio si celebra la giornata nazionale della bicicletta: pedalate, gente, pedalate!

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