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Tempo di uccidere, tempo di morire

5 Maggio 2011 alle 15:30

A proposito di Barbara Spinelli. Commentare nei salotti o negli editoriali notoriamente non richiede il medesimo impegno del destreggiarsi nell’attività di controterrorismo tra sangue vero e violenze spesso inenarrabili con l’enorme responsabilità di dover adottare rapide e spesso crudeli decisioni operative onde evitare ulteriori lutti e rovine. Il terrorismo islamico è un fenomeno feroce ed incontrollabile reso ancora più incomprensibile dal fanatismo religioso e dalla volontà di morte che contraddistinguono i suoi seguaci. Non esistono spazi per discettare e disquisire, con tutto il rispetto per i commentatori del giorno dopo di cui non si conta al momento alcun apporto concreto al conflitto. In che modo Osama sia morto non sposterà di un millimetro la crudeltà del terrorismo islamico ma la determinazione dimostrata nel combatterlo con ogni mezzo nonché la volontà di non desistere dalla lotta, nel tempo, rimangono i soli baluardi su cui l’occidente potrà contare in futuro. Fortuna vuole che vengano presidiati dall’America e non dall’Europa, continente notoriamente dalla memoria corta e dalla reazione riluttante.

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