cerca

Il rasoio di Occam

3 Maggio 2011 alle 15:50

Al netto della “Fiera dell’Ovvio” (quella per cui la giustizia non è la vendetta, un processo è meglio di una esecuzione sommaria, una sepoltura è meglio che l'abbandono in mare, etc. etc.), che la diplomazia debba necessariamente fare i conti con chi brucia bandiere e sgozza frati in giro per il mondo per molto, molto, molto meno, è ovviamente comprensibile. Per gli altri, per tutti gli altri, è sicuramente vero che le nuances fanno la differenza: ma in una guerra planetaria qual è che quella che stiamo vivendo, le reazioni ad eventi tanto simbolicamente significativi come la fine dell'incubo Osama vanno giudicate alla maniera di Guglielmo di Occam che, con il noto rasoio, avrebbe risolto la questione così: chi ha gioito sta da una parte, chi no...

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi