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Bin Laden martire occidentale

2 Maggio 2011 alle 19:50

Comincio a pensare che buonismo, pacifismo e politically correct abbiano irrimediabilmente buttato al macero il buon senso: rifiuto riciclato in stupefacente che permette di viaggiare, anzi, di vivere nell’irrealtà, come ectoplasmi. Dico questo perché da più parti si levano voci di sdegno per l’uccisione di Bin Laden, voci imploranti un processo, lungo e stracolmo di garanzie (of course) per permettergli di apparire agli occhi dei fondamentalisti e dei terroristi come martire nelle grinfie di spietati aguzzini. Scusate, ma se non si può ammazzare il nemico neppure in guerra, in una guerra che proprio “quel” nemico ci ha dichiarato mi volete spiegare come sarebbe possibile difenderci da chi ci spara addosso, da chi mette il tritolo nei bus che portano i bambini a scuola, da chi compie attentati in stazioni e metropolitane contro cittadini pacifici e inermi, inclusi i bambini, da chi fa schiantare aerei pieni di tranquilli passeggeri contro edifici in cui gente per bene che sta lavorando, gente che mai e poi mai avrebbe pensato di ammazzare qualcuno? Un’ultima cosa, abbiamo appena festeggiato il 25 Aprile, vorrei che i buonisti mi spiegassero come avrebbero potuto i partigiani e gli alleati disfarsi di Hitler senza ammazzare nessuno. Forse con un mandato di comparizione? Mi domando che fine potrebbe fare l’Occidente se un’ideologia simile potesse sottomettere democraticamente coloro che invece lo difendono.

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