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Bin Laden è morto. Ma, prima, ha dis-velato all’occidente nuovi orizzonti esistenziali

2 Maggio 2011 alle 14:00

Scoprire di essere qualcuno a prescindere da quello che credevi di essere, e scoprirlo (tardi e improvvisamente) solo accorgendosi che altri pensano di te ciò che tu nemmeno ricordi di essere stato, è stata una “scoperta” devastante per una intera generazione di maturi e convinti liberi pensatori d’occidente. Non credere in nulla o credere che nulla valga la pena di essere creduto più di quanto altri non pensino di altro, non rende immuni dal giudizio del mondo, né liberi di essere neutrali. La responsabilità di essere qualcuno, e qualcosa, non è una opzione: è una condizione esistenziale. Poi si può discutere in eterno sulle modalità del confronto. Il confronto di civiltà, naturellement.

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