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Testamento senza eredità

29 Aprile 2011 alle 09:30

Appartengo alla categoria di persone (se così si può definire), che ritengono improbabile un intervento normativo che regola il fine vita: materia troppo complessa nel suo dispiegamento giuridico (per il numero dei soggetti potenzialmente chiamati in causa), nonchè per le molteplici e singolari casistiche che si possono presentare ed ognuna delle quali non può essere circoscritta al potere coercitivo di una legge che dovrebbe disciplinare situazioni di carattere generale. Fatta tale semplice ed esemplificativa premessa, non comprendo cosa possa restare da "testare" nel momento in cui si stabilisce che alimentazione ed idratazione sono irrinunciabili e non sono atti terapeutici. In sostanza: in nome di tale principio, che non è negoziabile nè per il paziente (mi pare di comprendere), nè per il medico, ogni ulteriore decisione assunta anzitempo, risulta di fatto subordinata e vanificata e nel contempo perde ogni suo valore e potere. C'è qualcuno che può spiegare questa cosa?

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