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Piccola Serenata contro l'eutanasia

28 Aprile 2011 alle 11:33

Porto il dolore addosso E porto una croce - grande, piccola, proporzionata a quel che sono - Come tanti altri. La vita insegna che c'è un tempo per agire E c'è un tempo per aspettare. La vita insegna soprattutto Che c'è un tempo per ogni cosa E che, troppo spesso è troppo presto per dire la verità Tutta la verità Svuotarsi le scarpe dai sassolini e dalle grandi pietre E chiudere i conti con i piccoli e grandi debiti del mondo Non richiesti e malpagati Ma a volte necessari. Troppe volte la cognizione del dolore è stata infranta da un raggio di luce inaspettato Per prendere una spada e reciderne la fonte Distruggendo il male Ma anche ogni possibilità di un sommo bene. Troppe volte la speranza che riponiamo a fatica nel cuore degli altri è stata improvvisamente ricompensata per risolversi In una scelta definitiva. Perché la morte, nel sentiero naturale E' parte stessa della vita, Ma è vicolo cieco, senza ritorno Se è una morte programmata Se è fine vita programmato. La morte pianificata, eseguita e subita E' negazione stessa della speranza Del manifestarsi delle opportunità, Che sono midollo della vita e sua essenza. Quel "fine vita" si' che è l'opposto della vita, Reazione a catena miracolosa e lucente, Che srotola la potenza e la fa diventare atto In forme e modi misteriosi. Porto il dolore addosso E porto una croce - grande, piccola, proporzionata a quel che sono - Ma coltivo da sempre una luce di speranza Che ciò che è inaspettato accada Che ogni aspirazione trovi una risposta Porto il dolore addosso Come tanti altri Donne e uomini come me Che vogliono restar tali.

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