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Il bombardamento alla Libia deciso da Berlusconi è il preludio per qualcos'altro?

27 Aprile 2011 alle 11:28

Sul bombardamento alla Libia deciso dal governo Berlusconi-tranne le Lega-, dopo il summmit con il presidente francese Sarkozy è stata trovata una strana e significativa convergenza da parte dell'opposizione, almeno sentendo le parole dell'esponente Pd, Finocchiaro che ha promesso sostegno al Governo. Ma questo dimostra che la capacità diplomatica italiana, sempre più sbiadita sta arrivando ad un bivio. In Italia c'è una sorta di guerra "civile" mediatico-giudiziaria dove gli interessi interni del Paese sono sacrificati agli interessi di bottega, specialmente quelli della sinistra, mentre quelli di destra risultano se mai confusi, bloccando in parte il Paese per le mancate riforme non solo della giustizia ma anche del fisco e del lavoro ad esempio. Su questi interessi generali l'opposizione, inconcludente e priva di proposte e prospettive serie, fa le barricate con il solito antiberlusconismo di maniera. Ma sulla Libia converge "misteriosamente", congelando il suo, alla fine, fintopacifismo, sostenendo la discutibile-semplicemente per la poca incisività diplomatica che poteva portare magari ad un dopo Gheddafi meno cruento- decisione del Governo. Perciò da ora in avanti attenzione alle mosse della Lega, che si oppone all'intervento, e a quello che avverrà all'interno del Pdl. E che la sinistra voti per i bombardamenti libici con Berlusconi fa sorgere una domanda, probabilmente ingenua e priva di valore: questo appoggio è il preludio di qualcos'altro per quanto riguarda la politica interna italiana e forse Berlusconi? Ad esempio, sul fronte economico-finanziario pare che i francesi stiano "vincendo" su Parmalat, e in seguito non dovremmo scandalizzarci se risultasse un bene. Su questo e quello che accadrà a livello politico staremo a vedere.

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