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Corsi e ricorsi italiani, 100 anni dopo: Si tratta di Berlusconi o di Giolitti?

27 Aprile 2011 alle 13:30

Un premier liberal-democratico e anche riformista. Aveva già dimostrato il suo programma quando era sceso in campo nel '93. Secondo lui la cosa più importante è il consenso. Lo Stato farà le riforme necessarie per rendere più moderna la società italiana, per il bene del paese e per evitare di favorire la Sinistra. E' maestro nel costruirsi maggioranze. Governa, con qualche intoppo dal 4 al 9, ma le sue più grandi riforme sono dell'11 e del '12 quando vengono fatte le ultime due grandi riforme. L’aspetto più clamoroso che caratterizza l'Italia è lo squilibrio tra nord e sud, i consumi molto bassi e l’arretratezza civile. Inizia una forte emigrazione. I suoi governi avvantaggiano il nord, e non cambiano la struttura economica e sociale del paese. La politica estera è subordinata alla politica interna, perché per lui erano più importanti le riforme e mettere in moto il paese. Ma ha dovuto fare i conti con un quadro internazionale di grave crisi. L’Italia in questo periodo deve prendere delle posizioni difficili, e si rende conto che occorre cercare nuovi rapporti. E allora la sua politica estera si fa più libera, e intraprendente, e formula accordi di tipo economico. Nell'11 lancia l’Italia in un’impresa in Libia. C’era stata una grave crisi in Africa e la Francia voleva riprendere quota. L’Italia aveva acconsentito alla guerra anche per garantirsi la sua influenza in Libia. La Germania si tira indietro. E questo è il futuro? Anche con la guerra vittoriosa, il clima politico continua ad essere ostile al premier. In questo clima promulga le due più importanti riforme e si presenta alle nuove elezioni. Nel 13 non potendo contare sull’alleanza che aveva, trova altri alleati, e vince. Questa vittoria è apparente e quando viene convocato il nuovo Parlamento, si rende conto che non è possibile creare una maggioranza per nuove riforme. Allora a quel punto si fa da parte e lascia il posto ad un nuovo liberale. E Tremonti ci porterà in guerra, come Salandra?

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