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Quelli che non sanno com’è fatto l’uomo

26 Aprile 2011 alle 08:30

Chissà perché tanti rifiutano una evidenza: “essere legno storto” è stata ed è, l’unica condizione che l’umanità ha potuto e può utilizzare per continuare ad esistere. Condizione meravigliosamente misteriosa. Tutto il cammino culturale dell’uomo, nelle sue declinazioni religiose e filosofiche, politiche e sociali è stato prodotto dal fatto che questo stato nativo muoveva energie nel desiderio di raddrizzarlo, senza poter eliminare la contemporanea, insita necessità, di non arrivare alla meta. Il giorno che “il legno fosse raddrizzato”, l’umanità, così come la conosciamo e la interpretiamo, finirebbe. Avrebbe fine la distinzione tra bene e male, tra giusto ed ingiusto, tra buono e cattivo. Queste categorie traggono valore e continuità dal “legno storto dell’umanità”. Il Cristo che muore sulla croce ci purifica dei nostri peccati, ci indica la strada da seguire, ma non ci dispensa da essere legni storti. Che poi, Ingroia e la Spinelli, Scalfari e Travaglio, i neo puritani e i giustizialisti vogliano farci credere che Cav. sia l’unica stortura del legno, la dice lunga su quanto possa essere storta la stortura del narcisismo etico: la negazione e il rifiuto del mistero e dell’umiltà.

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