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Liberazione si, ma dalla sinistra

26 Aprile 2011 alle 19:00

Ieri, una signora di 99 anni, ha parlato della Liberazione, a cui aveva attivamente preso parte, con accenti di orgoglio e commozione. Tutto condivisibile. Molto meno accettabili sono state le varie manifestazioni in giro per L'Italia. A Bologna la vice presidente della Regione ha tenuto un vero comizio politico a favore del Pd. Tanto che il Presidente dell'Anpi si è sentito in dovere di riportare la Liberazione al suo reale significato. I comunisti prima, la sinistra poi, si sono appropriati di una festa che avrebbe ben altro significato se riguardasse tutti coloro che si sono impegnati, sino alla morte, contro i nazisti. E sarebbe logico ricordare, sempre, che senza l'aiuto americano non avremmo potuto fare nulla. Invece cortei di semi giovani e giovani urlanti contro il governo, sindacalisti e politici a sfilare, mai rinunciando a dire la loro, Bersani è arrivato a paragonare la Liberazione alla presa della Bastiglia, insomma solo insulti per chi non è...come chi? Tanti giovani che protestano conoscono a malapena la storia, tanti agitatori di professione vivono la giornata come una delle tante in cui possono avere un momento di visibilità. E questa sarebbe una celebrazione nazionale? E' un momento di tristezza nazionale. Se non si possono condividere alcuni valori che diavolo di paese siamo?

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