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La difficile autonomia di pensiero

26 Aprile 2011 alle 10:52

La politica permea tutti gli aspetti della società, lo sappiamo. I cittadini ne sono parte attiva, ma non tutti hanno piena consapevolezza delle ideologie a cui si ispirano i vari partiti. Questo è un dato di fatto non confutabile. Sono molti quelli che per molteplici ragioni non sono in grado di seguirla o di capirla, e non sempre è una colpa. Questi cittadini diventano strumento, senza accorgersene,di chi è più avveduto ed esperto. E magari si lasciano trasportare da simpatie o antipatie "a pelle"per determinati personaggi politici, o si fanno guidare da familiari o amici che hanno un certo convincimento politico, fondato o meno. Essi quando è il momento della scelta,nelle urne, seguono la via tracciata da altri. In questi casi si deve parlare di riprovevole mancanza di un'autonomia di giudizio. Certo, riuscire a vagliare tutte le pieghe più nascoste della politica partitica non è facile,ma ci sono delle linee fondamentali che sono evidenti e devono chiamare in causa la nostra coscienza. Schierarsi a priori dall'una o dall'altra parte,un po'come si fa con le squadre di calcio,senza un esame più scandagliato delle ragioni che muovono i partiti,è del tutto sbagliato. Ed è sbagliato farsi irretire da un partito per sempre e comunque,quali che siano le connotazioni che tale partito assume nella diversità delle contingenze. Eppure avviene. Lasciarsi affascinare dal cosiddetto carisma di un personaggio di "qualsiasi"partito significa non ragionare con la propria testa,ma con quella di qualcuno che piace per i motivi più diversi,anche futili; e vuol dire spesso lasciarsi sopraffare dalla capziosa demagogia. La partigianeria, che esclude il senso critico, è negativa e condannabile; eppure essa spesso fa parte del corredo politico di molte persone che vogliono piegare a tutti i costi alle loro vedute di parte-o ai loro interessi personali-qualsiasi aspetto della vita. Capita anche ai più intelligenti, e può essere definita non di rado malafede. Preferibile l'obiettività: è più razionale e "onesta".

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