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Liberarsi dalla Liberazione

25 Aprile 2011 alle 20:35

In conclusione di questa giornata piena di retorica, da una parte e dall'altra, di cinica insincerità e commoventi adesioni, non si può che respingere, infine, quello che fu - e non é più - con buona pace di chi ci crede davvero, un mito un tempo fondante del nostro essere comunità, e riconsegnarlo alla storia, in cui gli Usa salvarono il nostro Paese dalla barbarie del nazifascismo, alcuni giovani coraggiosi ne riscattarono l'onore, e i vinti persero per sempre il diritto ad esistere. Dobbiamo sempre resistere all'oppressione, in primis a quella di una Giustizia che entra nelle vite dei cittadini per rivoltarle in nome della dittatura della pubblica morale, così come a quella che minoranze organizzate costituitesi in maggioranza vogliono esercitare sul modo del singolo di intendere la vita, l'amore, la morte. Il 25 aprile 1945 é tanto inattuale quanto é attuale il 17 marzo 1861, vera festa degli italiani che si sentono tali. Non abbiamo bisogno di vecchi partigiani (per quanto nobili e degni di attenzione siano le singole vicende umane) né di nuovi (nelle cui intenzioni non vi é ombra di nobiltà, solo l'intento di sostenere il proprio meschino e transitorio o ribaltare un esito elettorale non gradito). Dobbiamo liberarci dall'idea di Liberazione, abolire le minuscole e tornare a guardare al futuro, senza voltarsi indietro. Come fecero gli straordinari ragazzi del '46...

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