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Credersi i nuovi Emmanuele. Non fa bene alla salute

25 Aprile 2011 alle 14:45

Marina Valensise, ripercorrendo acutamente, attraverso la lettura di “Un cuore intelligente” di Alain Finkielkraut, i tormenti di Vasilij Grossman, così conclude:”Per questo Ingroia e la Spinelli hanno tanta presa. Sono residui rivoluzionari che lottano per sradicare il male, ma esprimono, senza saperlo, la volontà esaltata di una società perfetta e invivibile”. Viene spontaneo togliere il “senza saperlo”. Lo sanno, lo sanno, anzi godono di esprimere. Per il semplice, anche se teatrale motivo, che la volontà esaltata di una società perfetta, la identificano in se stessi. Sono loro la società perfetta. Come possano pensarlo oscilla tra la patologia mentale e il complesso del predestinato. Il pensiero che una tale perfezione sarebbe invivibile, un minimo di autocontrollo culturale suggerirebbe infatti, che dall’imperfezione umana non potrà mai derivare qualsivoglia di perfetto, non li sfiora. Loro non fanno parte del legno storto dell’umanità. E’questa l’essenza tragica dell’equivoco in cui lo stesso Grossman cadde e dal quale riuscì a redimersi. Essenza tragica ma feconda per Grossman, comica e sterile per gli attuali tifosi della palingenesi dell’uomo. Infatti si tengono stretto Lenin e, per fuggire dal bigottismo reazionario si annullano in quello del politicamente corretto. Non appare un progresso culturale di cui andare fieri. Tanta presa? Virtuale, solo totalmente riconducibile, nel suo aspetto mediatico, suggestivo e piazzaiolo, alla presenza del Cav. sulla scena politica. Nel postB, ne vedremo delle belle, non essendo più utilizzabili le balle. Tempora, ad eos, mala erunt.

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