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Il limite? Ma quella è roba da politica normale. La nostra lo è?

22 Aprile 2011 alle 14:53

Leggo da Marina Valensise, a proposito del Cav.: ”… non sarà il caso di porre un limite?” Concordo. Il senso del limite, la coscienza dello stesso e l’opportunità di esercitarlo fanno parte degli attributi della ragione. Quelli che permettono, anche con l’uso dell’ipocrisia, delle trattative e del compromesso nobile, che le relazioni tra gli uomini non si trasformino in combattimenti all’ultimo sangue. Però, bisogna essere in due a porselo. Altrimenti non funziona. E’ solare che l’opposizione non ha alcun interesse e vantaggio ad abbassare i toni e indirizzare diversamente l’attacco al governo, cioè a porsi un limite. Per cui non sarà mai possibile essere in due. Magari c’è da chiedersi come mai è accaduto e, se poteva essere diversamente. Ma non pretendiamo troppo. Un aneddoto, si fa per dire, riguardo all'eversivo Ceroni, la formulazione dell’articolo 1 della Costituzione, proposta dal PCI nell’Assemblea Costituente recitava: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sui lavoratori”. Afferrata l’intenzione?

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