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Il secondo 1987

20 Aprile 2011 alle 13:30

L'ennesima rinuncia al nucleare conferma lo spirito italiano di paese verde e anti-nuclearista, e chissà quanto tempo passerà ancora prima di poter sviluppare una effettiva diversificazione delle fonti di energia. Perché tutto questo?! Evidentemente si è sbagliato strada, scegliendo gli schemi meno opportuni (se non per certe lobbies...).. La sinistra "petrolifera" ha avuto man forte nel sostenere i classici temi sull'energia... Non è stato fatto niente da chi proponeva le linee del governo per sviluppare le tecnologie a "sicurezza intrinseca", e renderle utilizzabili su scala industriale, ci siamo limitati ad un piano nucleare che copiasse gli altri (magari facendoci prestare i loro vecchi progetti!), senza aprire una nuova via che poteva essere un modello internazionale. Sarebbe stato bello sviluppare una linea di reattori al torio, molto più abbondante dell'uranio. Invece, stop alla legge, stop alla ricerca, stop allo sviluppo dei nuovi impianti. Ci vediamo il prossimo 1987?!

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