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Sabato inizi la tregua

19 Aprile 2011 alle 12:08

Mi è capitato in mano il Corriere della sera del 22.3.2011, quasi un mese fa, "Tripoli avvolta dal fumo dei raid. Popolazione in fuga". Che si trattasse dei presunti bombardamenti di Gheddafi contro il suo popolo? No! Bensì dei famosi bombardamenti "innocui" della coalizione! A Tripoli, Zuwara, Misurata, Sirte e Sebha! Il portavoce governativo denunciò numerose vittime civili, oltre alla diffusione del terrore in molte famiglie! Numerosi morti civili sono stati più volte ricordati anche da Mons. Martinelli con precisione e particolari! Questi morti non entrano nel computo della popolazione che secondo la Risoluzione Onu deve essere protetta? Basta! Bene ha fatto il governo italiano a non partecipare ai bombardamenti! Ma ci vuole anche per lo meno una tregua, la fine delle attività belliche non solo dell'esercito libico, ma anche dei caccia della Nato e dei ribelli, impulsivi, velleitari bravi soprattutto a chiedere altri bombardamenti ad americani, francesi ed inglesi. Nel composito gruppo dei ribelli vi sono capi tribù, agenti di interessi economici, affiliati di Al Qaeda e altri. Pur avendo scarsa preoccupazione per la vita del popolo libico, domani lo guiderebbero alla democrazia? Non solo per la protezione della popolazione civile, ma anche per la nascita di un forma di democrazia in Libia, la via è cessare le ostilità e procedere a negoziati diretti tra le due parti, per giungere presto a elezioni (senza escludere un referendum sulla stessa separazione delle due parti, se non vi è accordo). Stop. Cameron e Sarkozi non si rendono conto che con i loro bombardamenti oltre misura attirano altre migliaia di persone verso i loro paesi?

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