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Pietro Ferrero

19 Aprile 2011 alle 14:00

La prematura somparsa di Pietro Ferrero, CEO del gruppo di Alba, è l'occasione per riflettere sul capitalismo italiano. Quello buono e sano. Quel capitalismo che dovrebbe ispirare altri a fare intraprendendo. Una di quelle storie di imprese che vorremmo si comportasse come un canguro, che nel marsupio porta dentro una nuova iniziativa. Un capitalismo molto economico e poco finanziario. Moderno perchè attraverso il marketing ha saputo fare Re i propri prodotti (Nutella e Ferrero) celando il cognome della famiglia. Là dietro in disparte. Quel fare impresa che oggi fa piangere gli operai di Alba per la perdita di Pietro. Quel fare impresa che pur espandendosi in tutto il mondo con 18 stabilimenti ha ancora lì ad Alba il suo quartier generale. Parte della sua produzione. Un capitalismo che come direbbe Carlo Maria Cipolla è vincente perchè sa fare "cose semplici e belle e che piacciono a tanti".

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