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Habemus Papam, boicottamus Avvenire

19 Aprile 2011 alle 15:58

Sono sconcertato dalle dichiarazioni di Avvenire. Nanni ci mette tutti, credenti e non credenti, vaticanisti e non, di fronte a quel balcone vuoto, di fronte a quelle tende rosse che si agitano, senza fare nessun riferimento al papa attuale. L'amara violenza di questo finale sta tutta in ciò che sta prima nel film, sta nel cuore di un Vaticano descritto con delicatezza nella memorabile scena della pallavolo, metafora del gioco, e dunque della Gioia con la G maiuscola, di cui la chiesa deve essere portatrice. Michel Piccoli (straordinario) non ha crisi di fede, ma semplicemente non è un papa, è un vero cristiano che voleva fare l'attore, e invece fa lo spettatore a teatro. Allo stesso modo la Cristianità non ha bisogno di attori, di uomini di facciata (l' ultima immagine del film, in questo senso è terrificante) ma della vera Fede. Nanni ci mostra la sofferenza delle scelte, proprio nella settimana santa, e Avvenire boicotta senza aver visto.

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