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George Orwell

19 Aprile 2011 alle 16:01

E' sempre più difficile leggendo gli editoriali, ascoltando i tribuni televisivi, vedendo le immagini delle manifestazioni, sfuggire all'idea che vi sia una sempre più straordinaria somiglianza tra i discorsi su Berlusconi e i 5 minuti di odio che Orwell racconta nel suo 1984. Ad una certa ora tutti i lavoratori sospendevano le loro attività e si riunivano nel salone centrale dove sullo schermo venivano proiettate immagini di guerre, morti, distruzioni e poi compariva l'immagine dell'odiato Goldstein e tutti si scatenavano con grida, urla, fischi facendo a gara a chi urlava di più, salvo poi improvvisamente apparire l'immagine dell'amato Grande Fratello e ritornare la calma, la pace, la felicità. Per chi non avesse letto 1984, non è la storia del potere delle televisioni come vogliono far credere gli arguti intellettuali ma è la viva rappresentazione dell'Unione Sovietica Staliniana dove Goldstein è Trotskji e il Grande Fratello è Stalin che anche gli arguti intellettuali nostrani chiamavano "il Piccolo Padre”.

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