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Etcia nazionale ed elefantini

19 Aprile 2011 alle 15:30

I fatti. Primo: un intellettuale, un professore rispettato, ascoltato, citato, intervistato e portato in palmo di mano dalla sinistra, cioè da quasi il 50 per cento degli italiani, uno dei suoi maître à penser ha teorizzato su un quotidiano a tiratura nazionale un colpo di Stato totalitario,il rovesciamento con la forza di un Governo democraticamente eletto. Secondo: un politico locale di terzo piano praticamente sconosciuto quasi a tutti ha affisso a Milano dei demenziali manifesti insultanti la magistratura; insultanti ma ben lungi dal teorizzare il rovesciamento di questa casta, pardon, Ordine. Io non penso di essere un minus habens se ritengo molto più grave il primo fatto rispetto al secondo. Però devo esserlo visto che tutta l’intellighenzia politicamente corretta, Presidente della Repubblica in testa, in stato di sublime inquietudine, ritiene di parlare, disquisire, approfondire, analizzare, urlare allo scandalo e, ovviamente, di doversi “allarmare” (sic) solo per il secondo. A conferma di ciò che dico (e del fatto che devo essere un minus habens) Marco Imarisio inviato del Corrierone, questa mattina a Prima pagina, radio 3 Rai, si è premurato di farci sapere che il primo fatto, pur essendo ormai dimenticato dalla grande stampa sinceramente democratica, è sopravvalutato.

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