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Lettera aperta al ministro Meloni

18 Aprile 2011 alle 19:30

Caro Ministro Meloni, il ddl costituzionale presentato su tua iniziativa ed approvato dal Consiglio dei Ministri in questi giorni che prevede l’equiparazione dell’elettorato attivo e passivo è un primo passo per cercare di abbattere la gerontocrazia nel nostro Paese. Ti do atto che ridurre il limite di età oggi in vigore per essere eletti in Parlamento, a 25 anni per la Camera e 40 per il Senato, portandoli rispettivamente a 18 e 25, è una iniziativa che avvicina l’Italia a molte democrazie europee. Tuttavia mi corre l'obbligo di porre un semplice quesito. A cosa servirà avere il diritto di potere essere eletti alla Camera dei Deputati a 18 anni ed al Senato della Repubblica a 25, se ancora oggi in Italia si vota con una legge elettorale ai limiti della costituzionalità e che comunque permette soltanto ai segretari di partito di decidere i propri candidati negando ai cittadini ed alle nuove generazioni di esercitare la propria opinione con il voto di preferenza? Mi auguro che vorrai condividere con me le perplessità relative ai gravi limiti di tale legge che, alla base, inficia il rapporto tra giovani ed istituzioni nonché la reale partecipazione dei giovani alla vita culturale e politica del Paese. Caro Ministro, non nutro dubbi sulla bontà della tua proposta che tuttavia dovrebbe essere accompagnata da un ddl che preveda l'introduzione del voto di preferenza nell’attuale legge, non a caso definita dal suo stesso redattore “una porcata”.

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