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In difesa di Tremonti

18 Aprile 2011 alle 16:05

Mi auguro che la destra si tolga un po’ questa ossessione per l'ideologia vetero-liberista e questa avversione per l'azionariato pubblico e la partecipazione statale all'economia. Bisogna considerare che al giorno d'oggi le multinazionali sono ampiamente burocratizzate, sono ormai molto simili alle pubbliche amministrazioni: non ci sarà lottizzazione di partito, ma quanto sono diverse ai partiti le fazioni del top management?! Non rispondono a criteri in qualche modo "politici"?! Mi auguro che la nuova Iri si basi per lo meno su meccanismi concorrenziali: questo sarebbe un toccasana, in modo da sfruttare la rivalità politica (frutto del bipolarismo), evitando il dannoso consociativismo. Ce la faremo, penso ce la faremo a realizzare un modello post-gollista di economia pubblica. Apriamo però gli occhi: il mercato è meritocratico fino ad un certo punto, su questo Tremonti ha ragione. Non abbandoniamoci alla sua idolatria.

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