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Contrapposizione e coincidenza degli opposti

18 Aprile 2011 alle 16:06

La democrazia come ogni sistema filosofico è una lastra di ghiaccio, è ideale ma non perfetta perchè mancandovi l'attrito del realismo non ci si può muovere sopra. Gli equilibri democratici sono pertanto fragili come i principi sui quali sono fondati e loro condizione di permanenza nel tempo è l'omogeneità della dottrina politica pur nell'opposizione partitica, e pluribus unum, condizione esemplificata dagli Stati Uniti, fondati sull'unica tradizione massonico-puritana, e invece disattesa dagli stati europei dove la contrapposizione ideologica (cioè assoluta) del secolo corso ha lasciato come eredità serpeggiante al nostro secolo la volontà gnostica della lotta fra Bene e Male, dei quali si riconoscono a cuor leggero alcuni rispettivi campioni indicandoli come salvatori o viceversa come distruttori della patria. Questo è accaduto in positivo col Duce Mussolini e accade ora in negativo col Caimano Berlusconi, contro il quale gli ormai anziani guerriglieri del Bene ("la società comunista è l'unità essenziale dell'uomo con la natura", disse Marx) invocano ancora oggi la rivoluzione e il golpe armato. E' evidentissimo che se Berlusconi non è più presentato come l'avversario di una parte politica bensì come l'arcinemico degli assoluti morali allora qualsiasi mezzo sarà lecito per abbatterlo, anche il mezzo violento. Ciò che infatti fa davvero infuriare i suoi accusatori è che egli riesca a conciliare gli opposti insistenti nella storia e nel carattere del popolo italiano, che è opera divina, così da costituire il Jolly del mazzo elettorale, colui che ha il valore di tutte le carte e quindi le può prendere tutte: in tal modo il Cavaliere raccoglie voti da tutte le classi sociali e da tutte le fasce generazionali senza distinzione di sorta.

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