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Memoria perduta

15 Aprile 2011 alle 18:00

Intercettazioni telefoniche al Premier, incitamento al golpe, "legittima difesa repubblicana" con ogni mezzo: il vecchio Pci di fronte ad un simile scenario, trent'anni fa, avrebbe, giustamente, mobilitato la base e la piazza in difesa della democrazia repubblicana. Invece niente, hanno dimenticato tutto, hanno perso le radici e la memoria. Forse, nel tentativo di dimenticare e far dimenticare il peggio della propria storia hanno perduto per strada anche il meglio. Forse non aver voluto fare i conti con la propria storia, non aver riconosciuto i propri fallimenti ma anzi aver negato, in maniera perfino commovente, i propri trascorsi comunisti, li ha lasciati nudi e indifesi, senza identità e così, privi di una nuova cultura liberale, e perduta la memoria del passato, cavalcano ogni occasione per ritrovarla, illudendosi che quella giustizialista sia quella giusta per riconquistare un potere in via di sfaldamento totale. Preoccupante il fatto che questa smemoratezza accomuni i vertici con la base. Intercettare la carica del Presidente del Consiglio (non di Berlusconi) e non protestare è un fatto di gravità inaudita, è già l'inizio di un golpe autoritario. Se si tollera questo, e anzi si plaude, l'appello di Asor Rosa e di Barbara Spinelli è solo una conseguenza perversa ma logica.

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