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Chi di gallina nasce conviene che razzoli

13 Aprile 2011 alle 15:22

Le carceri italiane scoppiano d’infelici accatastati gli uni sugli altri – queste carceri potrebbero rappresentare una risorsa per immagazzinare le tonnellate di “munnezza napoletana” – ; i processi giacciono a milioni, inevasi; la giustizia vacilla sotto l’onta delle prescrizioni procedurali. Ma “Il Processo Breve”, quello che dovrebbe liberare Silvio Berlusconi dalle fauci della magistratura rossa, quello è la pietra dello scandalo. Quello spinge Bersani, e i suoi lanzichenecchi, agli sbraiti e a sceneggiare, irremovibili, indignati, furenti, esagitati, ridicoli, commoventi, plateali, il filibustering parlamentare contro l’amnistia mimetizzata che metterebbe knock out migliaia di processi cancellati dal dl pro Cavaliere. Anche Casini fa coro con il popolo “Viola” che dimostrerà oggi pomeriggio, dinanzi Montecitorio, contro la legge “ad personam”. Nessuno si rammenta della pagina nera (oscena) del 41bis cancellato dal ministro Conso (governo Ciampi), per centinaia di mafiosi amnistiati del carcere duro per arrogante scelta autocratica. Non un solo paragrafo della Costituzione fu letto in Aula a dimostrazione del dissenso di quella maggioranza a quella superamnistia. Non era la giustizia, allora, quella che subiva la prevaricazione indecorosa? Come avvenne che il silenzio tombale coprisse l’osceno provvedimento? E la stampa, ignora questa pagina nera della democrazia italiana? O è complice silenziosa di un disegno che la Commissione Parlamentare antimafia tenta invano di sbrogliare? Nessuno sapeva e tutti tacevano per non disturbare il manovratore intento nell’audace impresa. Possibile che solo Berlusconi possa essere il nemico da battere? Anche se, capisco facilmente, la mafia è sempre ad adiuvandum, mente Berlusconi è ad excludendum.

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