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Maroni e Ue

12 Aprile 2011 alle 10:33

Mi sembra che l'uscita di Maroni sia stata alquanto infelice e inaspettata, data lo spessore fino ad oggi dimostrato come ministro. In pratica è come se non avesse argomenti o idee, facendo un po' la figura "dell'italiano piagnone" con cui i fighetti delle diplomazie europee ci dipingono dai tempi di Vittorio Emanuele Orlando; un silenzio furibondo, forse, era meglio, magari studiando qualcosa di meno facilmente bocciabile dei permessi temporanei; non facile a quei livelli direttivi l'emotività è un difetto. Non mi stupirei che l'attacco giudiziario dissennato al Cav. fosse eterodiretto, d'altra parte l'Arlecchino servitore di due padroni è una maschera italiana.

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