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L'Europa è un gigante d'argilla

12 Aprile 2011 alle 20:00

L'Europa si sta drammaticamente dimostrando un "gigante d'argilla" che da tempo ha tradito quelle erano le aspirazioni, i valori concreti dei padri fondatori-Schuman, Adenauer, De Gasperi-che dopo l'ultimo conflitto mondiale, avevano posto le fondamenta, come punto di partenza per ogni rapporto e collaborazione non solo economica, sulle radici e la tradizione giudaico-cristiana del continente europeo. La guerra sbagliata di Libia e i sommovimenti sociali degli altri paesi nordafricani stanno frantumando di fatto quella pretesa astratta di "unità europea", per niente solidale, specialmente dopo l'entata in vigore della neutrale e omologante moneta come l' "euro". Volendo poi spazzar via o minimizzando la grande storia sociale e culturale dell'Europa medievale ed anche rinascimentale, i burocrati di Bruxelless alla fine hanno dato vita ad una artefatta unità europea tecnocratica che alla fine ha mostrato il fiato corto. Si sta riaffermando, dietro dichiarazioni vuote d'intenti, una moderna e contemporanea Europa "feudale" ben peggiore di quella del passato. Lo stiamo vedendo sulla questione degli immigrati che arrivano in Italia e che Francia e Germania respingono senza pietà. L'Italia deve ripensare una nuova politica estera allacciando nuovi rapporti con i paesi nordafricani e mediorientali al netto del pericolo terroristico islamico, promuovendo cultura, sicurezza e non solo accordi commerciali. Un rapporto privilegiato con l'unica democrazia liberale del medioriente quale Israele. Accordi separati a seconda delle situazioni con gli stessi "partners" europei. Questo è possibile solo se non governa la sinistra che, viste le banali dichiarazioni dei Pd Bersani e Finocchiaro, è auspicabile che restino all'opposizione ancora per molto tempo finchè non hanno progetti credibili e alternativi anche in politica estera.

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