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A Schengen, ci andavo a pescare..

12 Aprile 2011 alle 17:14

Sono nato a Lussemburgo. Figlio di un migrante economico italiano (abruzzese) e dalla figlia di una migrante economica tedesca (bavarese). Tanti erano i migranti nel "bassin minier" del Lussemburgo, della Lorraine, della Wallonie e della Ruhr. Tutti lavoravano nelle acciaierie locali o nelle miniere. Nasce la Ceca, l'inizio dell'Europa. Mio padre però faceva il falegname, ha incontrato mia madre, si sono sposati e poco a poco hanno costruito la loro famiglia, con casa, macchine e scuola per noi quattro figli. Non ci mancava mai niente. Il Governo lussemburghese all'inizio degli anni ‘70, autorizzava con legge speciale la naturalizzazione di tutti gli immigrati. Mio padre aderì, e si fece lussemburghese, così anche noi da italiani, diventammo lussemburghesi. Dopo “les ritales”, sono venuti i migranti economici portoghesi, che alla fine della rivoluzione dei garofani, hanno cercato e trovato anche loro vita migliore. Io sono tornato in Italia, e ho di nuovo la nazionalità italiana, parlo e scrivo in cinque lingue, ma penso e conto soltanto in italiano. E soprattutto tifo per l’Italia, l’Italia del calcio e l’Italia della politica e spero che l’Europa si dia una svegliata e si ricorda delle sue radici, anche cristiane. Il Lussemburgo è diventato ricco grazie ai migranti. Altri paesi possono dire altrettanto. I migranti economici tunisini di oggi dovrebbero avere le stesse possibilità che hanno avuto i miei genitori, sia in Italia sia in Europa. Europa, non ti riconosco più! Italia, pensa ci tu!

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