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Ricchezza virtuale

11 Aprile 2011 alle 17:30

Leggo il lungo intervento del signor Marco Marcelli – A valle della lettura del saggio di Stefano Cingolani 8/4/2001- dove, tra le altre cose, viene riproposta la base aurea e sollevata la necessità di fare pulizia dell’oceano di cellulosa di cui è costruita la moderna finanza. Queste sono idee economicamente superate. La base di riferimento per le transazione economiche deve avere un valore corrispondente delle medesime. La valorizzazione delle riserve in oro è marginale rispetto al valore della produzione globale di beni e servizi, e al relativo commercio internazionale. Al posto dell’oro viene utilizzata la base monetaria il cui dimensionamento è legato alla ricchezza prodotta. A questo riguardo occorre precisare che la base monetaria è costituita solo per un decimo da carta moneta con il rimanente costituito da conti correnti bancari e titoli, generalmente pubblici, ad alta affidabilità e fortemente liquidi. La realtà della moneta e delle poste finanziare (azioni, obbligazioni ecc.) è immateriale: ciò che noi possediamo non è cellulosa ma allocazioni di memoria nei server delle istituzioni finanziarie, dalla piccola banca locale alla grande banca centrale. Proprio per la sua natura immateriale e per sua la grandissima mobilità, la ricchezza monetaria e finanziaria pone difficili problemi di controllo.

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