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Libertà, pane e lavoro

11 Aprile 2011 alle 17:00

Libertà ma senza pane e lavoro:a cosa serve? Ha ragione il tunisino con tanto di laurea in matematica sulla quale non può contare per avere un lavoro nel suo Paese e cerca di entrare in Francia nella speranza di un futuro migliore. Tutti i migranti fermi a Ventimiglia in attesa di entrare in Francia vedono in questo Paese la loro seconda patria forse perché,in passato sotto protettorato francese,ne parlano ancora la lingua. Ma coltivano la speranza di poter,un giorno,tornare nella loro terra d'origine. Tutta questa storia di emigrazione parla di miseria,come è sempre stato, in linea generale,per le emigrazioni recenti e lontane, a cominciare da quelle degli italiani verso l'America e,più tardi, dei nostri concittadini meridionali verso il nord del Paese industrializzato e ricco. Ragioni di sopravvivenza che gli Stati ricchi,anche se con problemi economici,devono tenere in considerazione per dare asilo a chi si trova in estrema difficoltà,senza chiudersi in un meschino egoismo. Ma è vero che tutti i Paesi dell'Africa che in questi tempi stanno dando vita a massicce emigrazioni epocali, vanno aiutati all'interno dei loro territori per far sì che la disperazione non costringa gli abitanti ad abbandonarli.

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